COMITATO FAUNISTICO REGIONALE A FAVORE DEI CACCIATORI

Associazioni di protezione ambientale chiedono che si rivedano urgentemente le nomine nel Comitato faunistico regionale, riequilibrando le componenti in armonia con i principi di trasparenza ed imparzialità che devono contraddistinguere la Pubblica Amministrazione.
L'organo che indirizza le politiche di protezione della fauna e di gestione venatoria dell'Amministrazione regionale, che dovrebbe per legge rappresentare tutti i relativi portatori d'interesse, è in realtà monopolizzato dai cacciatori, e questo perché la Regione Friuli Venezia Giulia ha scelto di farsi rappresentare da due esponenti del mondo venatorio, alterando così l'equilibrio tra cacciatori e non cacciatori previsto in seno al Comitato in questione.
Guardando ai numeri, si scopre infatti che dei 14 membri del Comitato, ben 9 sono esponenti del mondo venatorio, tramutando così anche l'ultimo luogo di possibile equilibrato confronto nell'ennesimo monopolio ad appannaggio del mondo della caccia: oltre ai rappresentanti delle tre associazioni venatorie, sono infatti cacciatori anche i membri designati dalle associazioni degli enti locali (Enzo Bortolotti e Roberto De Prato), dalle associazioni agricole (Giorgio Colutta) e dall'Ispra (Franco Perco). A questi la Regione ha pensato bene di affiancare – in qualità di presidente e vicepresidente (cariche di nomina regionale) – altre due doppiette: Mirko Bellini (cacciatore segugista, presidente su delega dell'assessore Violino) e Andrea Cadamuro, delegato a rappresentare il Servizio Tutela ambienti naturali e fauna.
Questi signori hanno non solo il compito di fornire proposte e indicazioni per il corretto prelievo delle specie cacciabili, ma anche quello di stabilire gli indirizzi per le iniziative di protezione dell'orso, della lince e di qualsiasi altra specie protetta di rilevanza naturalistica. In sostanza, la Regione Friuli Venezia Giulia affida alle doppiette non solo l'ordinaria gestione venatoria, ma anche il compito di indirizzare le politiche di tutela e di studio della fauna che è, vogliamo ricordarlo, patrimonio di tutti e non solo di chi la uccide.
Ricordiamo infine che tali nomine regionali risultano in totale spregio del principio della necessaria compresenza di interessi diversi all'interno degli organi di gestione della materia faunistico-venatoria, principio fissato dalla legge 157/1992 e recentemente ribadito dalla Corte Costituzionale, che ha "impallinato" la legge regionale 6/2008 proprio nelle parti in cui non rispettava tale principio.

In vista di ciò, le associazioni ambientaliste chiedono all'assessore un intervento per ripristinare gli equilibri previsti dalla legge all'interno del Comitato faunistico.

I componenti del Comitato:

Non cacciatori

Stefano Sponza (designato dall’Università di Trieste), Piero Susmel (designato dall’Università di Udine), Maurizio Rozza (designato dalle associazioni ambientaliste), Gianfranco Urso (designato dall'Enpa), Andrea Lugo (designato dalle associazioni agricole).

Cacciatori

Mirko Bellini - presidente (designato dalla Regione), Andrea Cadamuro - vicepresidente (designato dalla Regione), Giorgio Colutta (designato dalle associazioni agricole), Renzo Corso (designato dai distretti venatori), Vittorino Dorotea (designato dai distretti venatori), Roberto De Prato (designato da Anci, Upi e Uncem), Enzo Bortolotti (designato da Anci, Upi e Uncem), Fabio Merlini (designato dalla Federazione associazioni venatorie), Franco Perco (designato dall'Ispra).

Le sezioni regionali di Wwf, Lipu, Lac (lega per l’abolizione della caccia), Lav (lega antivivisezione) e Legambiente

1 commento:

Maurizio ha detto...

Piccola correzione: Urso è designato da Federazione Italiana Pesca Sportiva e ENPA...